
La mia attività da Personal Chef
17 Settembre 2025Avevo tredici anni quando ho capito che avrei dovuto imparare a cucinare. Non per passione, non per gioco, ma per necessità. Mia madre era in ospedale da due mesi, mio padre lavorava tutto il giorno e passava le serate accanto a lei. Quando tornava a casa, lasciava sul tavolo della cucina buste della spesa riempite in fretta: etti di prosciutto, scatolette di tonno, pane raffermo. Io e mia sorella più piccola ci arrangiavamo come potevamo, dividendo tra noi le faccende di casa, ma ogni pasto era sempre uguale al precedente.

Un giorno, stanchi della solita cena improvvisata, abbiamo chiesto a papà di comprare della carne, qualcosa di diverso, qualcosa che sapesse di casa. La sera, quando è rientrato, ha appoggiato sul tavolo un enorme pacchetto di carta da macellaio: un chilo e mezzo di fettine di vitello. Troppo per noi. Troppo per chi, fino a quel momento, non aveva mai cucinato davvero.
Ricordo di averle guardate a lungo, mentre mia sorella, seduta sullo sgabello, mi osservava con curiosità. Non potevamo certo mangiarle tutte in un solo pasto. Dovevo trovare un modo.
Ho chiuso gli occhi e ho provato a ricordare. Mia madre in cucina, il suono della carne che sfrigolava nella padella, l’odore del sugo che si mescolava a quello dell’aglio soffritto. I suoi gesti sicuri, veloci, senza esitazioni. Forse potevo provarci anche io.
La prima sera le ho impanate. Il profumo del pane dorato si è diffuso per la cucina e, quando abbiamo addentato il primo boccone, mia sorella ha sorriso. Il giorno dopo le ho fatte ai ferri, poi alla pizzaiola, in umido con patate e carote, sperimentando con quello che trovavo in dispensa.
E più cucinavo, più mi rendevo conto che quei gesti mi venivano naturali. Che non era solo una questione di fame, di necessità. Mi piaceva. Mi dava un senso di controllo, di calore, di casa, in un periodo in cui tutto sembrava incerto.
Senza rendermene conto, in quei giorni di fettine di vitello e di esperimenti ai fornelli, era nato qualcosa dentro di me. Qualcosa che, anni dopo, sarebbe diventato un mestiere.

